Spazio Nous | Teatro Trastevere | Teatro Tordinona | TeatroBasilica
7 SPETTACOLI - 6 DEMO
9 SERATE
4 TEATRI IN 4 QUARTIERI DELLA CAPITALE
8 TRA PRIME NAZIONALI E ROMANE
34 PARTNER in 13 REGIONI
fino a 48 REPLICHE e 22 GG. DI RESIDENZA in palio
Organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, INVENTARIA 2026 - con la direzione artistica di
Pietro Dattola e, per le Demo, di Flavia Germana De Lipsis - esplorerà
in 9 serate - dal 15 maggio al 17 giugno - un ampio e diversificato ventaglio di forme e linguaggi: dalla prosa più tradizionale al teatro di figura, dalla narrazione
al teatro fisico, dal comico all’onirico, passando per varie gradazioni di drammatico, spesso nell'arco dello stesso spettacolo.
Sguardi critici che usano l'ironia per raccontare il mondo che ci circonda, adattati nelle vesti lunghe e rifinite dei
6 spettacoli in concorso
(più uno fuori concorso, Il viaggio) o in quelle più brevi, spontanee e suggestive delle
6 demo selezionate.
Segno caratteristico di INVENTARIA è la sua natura diffusa: sono quattro i teatri coinvolti, in quattro quartieri della Capitale: Spazio Nous (Quartiere Africano),
Teatro Trastevere (Trastevere), Teatro Tordinona (Piazza Navona) e TeatroBasilica (San Giovanni).
Ma la forza di INVENTARIA sta anche nella sua rete di partner in costante ampliamento, estesa nel 2025 a 34 realtà in 13 regioni d'Italia,
che garantiscono un totale di 48 repliche e 22 giorni di residenza in palio per le compagnie in concorso.
Ed è anche grazie a questa forza, a questo riscontro in tutta la penisola, che per il quindicesimo anno consecutivo INVENTARIA si conferma una festa del teatro off totalmente
indipendente, autofinanziato e sostenibile.
"Il teatro off - o teatro indipendente -, in opposizione al teatro finanziato, è generalmente considerato un teatro minore, una gavetta cui molti sono costretti per arrivare a lidi ben più soleggiati, quando presenta, invece, caratteristiche uniche e irriproducibili altrove. Quello che si perde in scenografie mastodontiche e in cast numerosi - che pure hanno, se motivati, la loro necessità e ragion d'essere -, si guadagna in creatività, intimità e comunione. La necessità di adottare segni per il tutto (vuoi per motivi economici, logistici o di risorse umane), costringono l'artista ad aguzzare l'ingegno e il fruitore a esercitare attivamente, a volte criticamente, l'immaginazione - e non esiste scenografia più coinvolgente. E così la didascalia, distillata in una suggestione, si trasforma in arte, mentre la prossimità fisica, propria degli spazi frequentati dalle compagnie indipendenti, consente di godere con maggiore partecipazione tanto della tecnica degli interpreti, quanto dell'esperienza emotiva.
La semplicità distillata del teatro off permette così di far germogliare lo spettacolo interiore, il più suggestivo e potente di tutti. Il teatro più bello che c'è."
"INVENTARIA", dal latino invenio, trovare;
"INVENTARIA", come invenzione, novità;
"INVENTARIA", come inventario, molteplicità;
"INVENTARIA", come ventata d'aria, d'aria fresca.
Nelle sue mille declinazioni, il teatro è ossigeno, sa sorprendere, respira da millenni
Torna in scena il 17 giugno in chiususa del Festival INVENTARIA 2026, al Teatro Basilica
(quartiere San Giovanni, Roma), uno degli spettacoli DoveComeQuando di maggior successo, Il viaggio.
Due donne di epoche e origini diverse s'incontrano in stazione. Silvia, donna meridionale del dopoguerra, deve andare "dall'altra parte",
in cerca di lavoro; Petra - dopo esserci stata, dall'altra parte - sta tornando al suo paese.
Unite dalla comune condizione di chi è costretto ad abbandonare la propria terra, dai timori, dallo straniamento, dalle ruvidezze
e dall'eterna attesa del treno della vita, ma anche dalle speranze, dalla dolcezza dei ricordi,
dall’istintivo desiderio di chiamare “casa” il posto dove – seppur per poco tempo – ci si trova bene,
sono però divise dal germe della diffidenza, mentre la stazione comincia ad affollarsi e la massa dei partenti a premere.
Due storie individuali che gradualmente si intrecciano in un delicato equilibrio, diventando universali nel raccontare della
ricerca estrema di una vita migliore, di cosa tale ricerca comporta, di come il viaggio stesso cambia chi lo ha intrapreso,
di come ognuno di noi potrebbe vivere una prova del genere.
Nello scenario immaginifico dell'incontro di due epoche diverse in cui gli stessi problemi sembrano ricorrere in forme nuove,
il viaggio da compiere è soprattutto interiore: è quello che porterà a identificarsi nell'altro, a "vederlo",
riconoscendo in esso e nella massa che preme non un'indistinta minaccia, ma altri esseri umani, corpi caldi e pulsanti, concentrati di speranze e paure simili alle proprie.
Il viaggio (col titolo Il viaggio che non ho fatto ha vinto il Premio di drammaturgia DCQ
- Giuliano Gennaio 2016"per la capacità di affrontare un argomento di estrema attualità come quello dell'immigrazione senza patetismi e non limitandosi alla denuncia ma concentrandosi piuttosto, in positivo, sulle speranze e sui sogni delle due protagoniste, favorendo un quantomai auspicabile cambio di prospettiva; l'incontro (concreto) di due epoche diverse, il linguaggio vivo, i toni (anche leggeri) e i tre piani in cui si muovono le protagoniste sono tutti elementi che stimolano alla messa in scena"
E' andato di nuovo in scena a Napoli lo spettacolo Cascando! di DoveComeQuando,
sabato 21 marzo alle 20.00 e domenica 22 alle 18.00 al Teatro Tram, via Port'Alba 30.
Esercitazioni sceniche sul finire
Quando invece si poteva dormire
Atto unico ironico esistenziale
per esseri mortali professionisti
Cascando! parla della fine. Non la fine della giornata, del mese, dell'anno. Proprio... la Fine.
E ne parla con leggerezza, immaginazione, poesia... e tre vocine nella testa di Anna, la protagonista, che cercano di farla finalmente addormentare. Anna infatti di giorno è come tutti: vive, fa quello che deve fare. Ma la notte...
La notte, nel silenzio, Anna sente il cuore battere e allora pensa che un giorno non batterà più. E allora non dorme e si affanna a trovare un senso a tutto, se c'è: va in discoteca, va in palestra, va dal suo Maestro, va in un campo sotto il cielo stellato, ma ogni volta cade. È un inciampo continuo. Come se ne esce? Si cerca qualcosa che ci dica a gran voce che no, finire non è poi la fine del mondo. Ammesso e assolutamente non concesso che esista poi davvero una fine del mondo.
Finire è il sublime, spassionato, irripetibile mestiere di ogni essere mortale professionista.
Buttiamoci, allora!
Premio alla recitazione Festival DOIT 2022 - IV edizione Premio alla drammaturgia Words Beyond 2024 (Hangar Teatri)
Dall'autore vincitore di
Premio internazione Flaiano under 30, Premio Oddone Cappellino
Premio Europeo di Drammaturgia
Premio CTAS Oltreparola under 30
Matilde di Canossa-Corte Ospitale
e finalista al premio Trame Contemporanee 2023.
E' tornato nuovo in scena lo spettacolo Car(o)vita di DoveComeQuando,
il 12 aprile 2026 al Teatro Le Fontanacce, a Rocca Priora (Roma).
Fatti la tua rapina prima che lo stato finisca di fare la sua.
Un chilo di patate tre euro, un chilo di carote tre euro, un chilo di insalata tre euro, un chilo di cipolle tre euro! Pare che stiamo in Svizzera no a Roma!
.
Vicky e Zaira mascherate, sudate, incazzate ed armate sono davanti al supermercato.
Al cep, il quartiere popolare in cui vivono, c’è chi si alza alle cinque e non arriva a fine mese, chi lavora due giorni sì e cinque no, chi la spesa la fa due volte al mese se va bene, chi aspetta un assegno che non arriva quando deve, chi vende frutta all’ingrosso a due lire e poi la ricompra per sé a dieci volte tanto.
Ma che cazzata è? .
Un tempo al cep ci si aiutava, il cep era un rifugio, si poteva contare gli uni sugli altri; adesso invece chi ha fatto i soldi se n’è andato e chi lo vede più, mentre gli altri tutti zitti, muti e marcia, perché tanto ci s’abitua a tutto. Specie all’ingiustizia.
Nonmistabenechenò! Il quartiere si è rammollito!
Vicky e Zaira non ci stanno. Se nessuno fa niente, faranno loro qualcosa. Prendono i mitra che usavano i ragazzi nel quartiere qualche anno fa, le maschere dei nonni del quarto piano, una bottiglia di scotch buono e vanno a fare la più bella rapina del mondo.
Sono delle cazzodiladresuper!
Il piano c’è: prendere solo i prodotti, riempirci il furgone, frutta, verdura, acqua, pasta, pomodoro, riempirlo come si deve, svuotarlo al sicuro e rivendere quel ben di dio a tutta la loro palazzina, ma a prezzi onesti.
E se qualcosa va storto?.
Inutile pensarci su! Stangate sulle famiglie, rincari sui prezzi, un milione di persone sotto la soglia di povertà, i telegiornali tutti così. Che c’è da pensare? Non è giusto e basta! Il mondo non deve andare così, e Vicky e Zaira, almeno Vicky e Zaira, non ce lo faranno andare.
Ci prenderanno?.
Sicuro le prenderanno. Anzi ci metteranno anche più impegno. Ci sono tanti tipi di furto, ma il loro è il peggiore, perché allo Stato non piace chi prende il suo posto e si mette a fare quello che lui dovrebbe fare ma non fa.
Fanculo, brindiamo! E poi si va! ...Ma il mitra è carico?
Antigone incontra Thelma & Louise, che incontra Quentin Tarantino (senza tutto il sangue)
Testo finalista Drammi di Forza Maggiore 2021 Progetto finalista Festival Indivenire 2024
Info e prenotazioni: 3389738924 / teatrocomunalecave@gmail.com.
Tra le oltre 300 proposte erano stati selezionati dalla direzione artistica 7 spettacoli e 6 demo per andare in scena durante il Festival.
La sezione Spettacoli è stata vinta da Ho rapito Paolo Mieli di Diego Frisina,
che si è aggiudicato complessivamente 12 repliche presso 12 partner.
La sezione Demo è stata invece vinta da
C.A.T.T.I.V.O. del Gruppo Kapushka, che si aggiudica i 500 euro di premio offerti dal Festival,
4 repliche e 1 residenza presso 4 partner.
A entrambi i vincitori vanno anche alcuni premi accessori, offerti dai partner tecnici del Festival:
- un abbonamento annuale al trimestrale Hystrio - un buono acquisto presso Dino Audino Editore - una sessione di consulenza drammaturgica gratuita (ScriptDoctor & PlayDoctor)
Le restanti repliche (più di trenta) sono state distribuite tra le altre compagnie partecipanti sulla base delle votazioni dei singoli partner.
Ai vincitori vanno le nostre più sincere congratulazioni, mentre un caloroso ringraziamento da parte del Festival va alla sua
rete di partner, composta per l’edizione 2025 da 36 rappresentanti di 12 regioni diverse.
In questa pagina le scelte dei teatri partner, in rigoroso ordine di bando: ciascuno spettacolo o demo vince le repliche messe in palio dalla struttura partner che lo ha votato.
"INVENTARIA", dal latino invenio, trovare;
"INVENTARIA", come invenzione, novità;
"INVENTARIA", come inventario, molteplicità;
"INVENTARIA", come ventata d'aria, d'aria fresca.
Nelle sue mille declinazioni, il teatro è ossigeno, sa sorprendere, respira da millenni
Il consesso virtuale dei drammaturghi partecipanti a Drammi di Forza Maggiore 2025 si è espresso, scegliendo, all'interno della rosa dei 4 testi finalisti selezionati dalla
Compagnia DoveComeQuando il Dramma di forza maggiore 2025.
A tutti i 130 partecipanti è stato chiesto di leggere i finalisti e votare, indicando l'ordine di preferenza tra i testi ed esprimendo le proprie motivazioni.
Il Dramma di forza maggiore 2025 è
"TEDESCA" di Simone Guaragna,
cui vanno anche i 1.074,50 euro del premio, ricavato dalle quote di partecipazione al premio stesso, nonché una sessione gratuita di consulenza drammaturgica
offerta da ScriptDoctor & PlayDoctor.
La motivazione collettiva può riassumersi in:
"Un testo dinamico, scoppiettante, genuino, coinvolgente, dall'energia narrativa immediata, che arriva prima al cuore e poi alla testa con i suoi dialoghi serrati, ben strutturati, vividi e senza fronzoli e il suo immaginario forte e non necessariamente realistico, come il parallelo con le "vite rotte e da aggiustare" dei tre ragazzi -
tre personaggi ben delineati dai rapporti vividi e mai forzati. Vincente la scelta del dialetto, che riesce a combinare intensità emotiva e leggerezza, due note indispensabili per trattare l'argomento del testo senza retorica, ma con la maturità di chi sa osservare la vita."
Complimenti al vincitore, ma anche agli altri tre finalisti, Luca Viganò, Sara Gatta e Valeria Patota, che in diverso modo hanno sorpreso e stimolato i loro pari,
mentre un ringraziamento sentito va a tutti i partecipanti e votanti, che con passione si sono doppiamente messi in gioco.
DoveComeQuando organizza e promuove in collaborazione con ScriptDoctor & PlayDoctor il premio di drammaturgia Drammi di Forza Maggiore dal 2021 per sperimentare nuove forme di apertura, incontro, contatto e confronto, che mai come in questo caso si sono basate sulla partecipazione massiccia, dall'inizio alla fine, della comunità di autori.
Drammi di Forza Maggiore tornerà nel 2026.
Nel frattempo, ad maiora, tutti - voi, noi, la drammaturgia!
Il 29 settembre 2025 è ripreso il nostro corso di teatro annuale "SE FAI TEATRO......SI VEDE!", ottava edizione, sempre
nel Circolo ARCI di Via Silvano 15 a Roma (zona Pietralata), condotto da Flavia Germana De Lipsis
e Pietro Dattola.
Gli incontri sono focalizzati su Corpo - Voce e Improvvisazione, e si concluderanno con uno spettacolo finale:
per migliorare confidenza fisica, presenza vocale, espressività, comunicazione, umore e socialità.
Tutti i lunedì a partire dal 29 settembre, corsi per adulti e per ragazzi 14-17 anni.
Lezione di prova gratuita con prenotazione obbligatoria.
I partecipanti godranno inoltre di riduzioni per tutti gli spettacoli di DoveComeQuando e del Festival INVENTARIA 2026
presso i teatri off più importanti della Capitale.
Prenota il tuo angolo di felicità: se provi il palco, non lo lasci più!
Per informazioni e prenotazioni:
320 0829327 / 349 3513513
info@dovecomequando.net
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